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Testimonianza Elisa Nardin


Erano le vacanze di Natale, le scuole erano chiuse così molti bambini erano tornati dalle loro famiglie e noi abbiamo avuto non molte occasioni di incontro con i più piccoli. Per questo motivo però, abbiamo avuto modo di partecipare alla vita di comunità, agli incontri organizzati e alle grandi Messe di Natale e del primo dell’anno. Quello che più colpisce di questa comunità, è la grande condivisione ed unione che la sua gente ha. Condivisione sia materiale, nel cibo, sia spirituale, nelle parole, nelle emozioni. Chi ha fame è sempre comunque pronto a darti un po’ del suo cibo, chi non ha nulla, ha comunque un sorriso da regalare.
Tra le altre cose, era il periodo in cui padre Joel si stava preparando per il passaggio alla nuova Diocesi ed era incredibile vedere come gli abitanti del villaggio venissero uno ad uno a portargli qualcosa in dono; nonostante la vita in ristrettezza, C’era chi portava una gallina, un piatto, un coperchio di una pentola, un qualsiasi cosa pur di donare.
Toccante è stato vivere la devozione di padre Joel per gli orfani del progetto, che abbiamo conosciuto durante una riunione per la consegna delle pagelle, nella quale padre Joel li esortava e rimproverava a far di più, perché il futuro di questi ragazzi è nello studio.
Con i ragazzi abbiamo passato molte ore a parlare, scambiandoci le nostre esperienze di vita e insegnandoci l’un l’altro qualcosa di nuovo, specialmente verso sera, quando aiutavamo a preparar la cena , a base di riso o patate. In quei momenti ho capito cosa vuol dire vivere dell’essenziale, in particolar modo ho compreso che è l’essenziale che ti insegna a vivere bene, poiché il superfluo ti distoglie dalla vera felicità.
La quotidianità di Ngombezi, la sua gente con la sua ospitalità è ancorata bene nei miei ricordi. La condivisione e l’aiuto reciproco mi hanno insegnato molto. Da Ngombezi ho portato a casa con me molte emozioni e soprattutto il desiderio di tornare presto tra i sorrisi della sua gente. Ringrazio di cuore padre Joel e la sua famiglia per l’ospitalità e Claudio per avermi fatto conoscere questa realtà e avermi dato modo di viverla.

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