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Calzari Per I Vescovi

 La cara, e bravissima, amica Patrizia Picucci, con negozio in Calle Lunga Santa Maria Formosa 5234 a Venezia, è riuscita a realizzare perfettamente il dono che avevo in mente di portare ai vescovi che avrei incontrato in Tanzania. Non è semplice scegliere un regalo per un vescovo, e poi si trattava di vescovi cattolici, anglicani e luterani, non avrei dovuto dare loro un qualcosa di sbagliato. Non da ultimo, dopo avere deciso di portare loro del calzari molto speciali, c’era bisogno di sapere di ciascuno il  numero di scarpe che porta. Risolto anche questo, spiegai a Patrizia ciò che avrei voluto. Si trattava di ricamare con delle perline dorate, l’alfa sulla babbuccia di sinistra e l’omega su quella di destra, in più c’era da ricamare una crocetta dietro, sopra il tacco. Lei mi chiese di disegnarle l’alfa e l’omega delle dimensioni adatte, onde poter ricamare sopra. Il tessuto delle babbucce friulane è di velluto. I colori sono stati scelti pensando al vescovo: rosso bordeaux per i vescovi cattolici; viola per gli anglicani e luterani e blu scuro per P. Joel.

Lo stupore che vidi nei loro occhi superava ogni mia immaginazione, soprattutto non è che capiti tutti i giorni di poter fotografare un vescovo mentre si calza le babbucce e che babbucce. Ma non capita facilmente nemmeno che un prete si tolga la scarpa mentre celebra la santa Messa, per farla vedere ai fedeli. Tutto questo ho visto con i miei occhi, anzi con i nostri occhi, eravamo in quattro.

Nuovi Occhiali

Cari Amici, ecco a voi alcune foto scattate a Magila(Tanga), nella casa parrocchiale di P. Joel. Come potete notare, Joel ed io stiamo consegnando gli occhiali da vista gentilmente donatici da Lions Club Italia.

Il Dono

Il significato del dono ci deve essere molto chiaro se vogliamo partecipare a dei progetti caritatevoli. Il termine dono deriva dal latino donum ed ha la stessa origine di dare. È un libero atto di volontà e senza aspettarsi ricompense. Un dono è un regalo. L’etimo di regalo deriva dal latino regalem, aggettivo di rex, genitivo regix “re”. Nel Medioevo erano i re che si concedevano il lusso di regalare, donare, dare.

Nel nostro secolo, nei Paesi industrializzati e con il senso della carità, di doni e di regali ne fanno un po’ tutti, ciascuno a suo modo. Molti donano per progetti di carità nelle zone più povere del mondo. Quando si tratta di progetti richiesti dagli indigeni, che è sempre la soluzione migliore, non bisogna imporsi a nessuno, il risultato del progetto dipende dal richiedente. Il donatore, una volta consegnato il regalo, non ha più alcun diritto né titolo per interagire circa il progetto. Il beneficiato è il padrone del dono ricevuto. Il benefattore deve dimenticare il dono fatto all’altro, non deve avere nessuna fantasia di controllo né di comando. Insomma, se non si è capaci di dimenticare il dono effettuato è meglio non donare mai nulla. Tuttavia è umano che il donatore si aspetti di sapere che ciò che ha donato abbia avuto successo e abbia fatto un’ottima fine. Se ciò non avvenisse, il donatore dovrebbe comunque essere contento per avere avuto il modo di donare e se il beneficiato fosse anche un bisognoso, il donatore dovrebbe essere ancora più contento di avere avuto l’occasione di essere caritatevole. Ciò che conta è che il dono venga fatto con grande amore, generosità e in assenza di narcisismo e autocompiacimento. Il beneficiato non deve sentirsi in debito per tutta la vita, altrimenti non sarebbe beneficenza, ma prestito. Il povero è colui che può permettersi di accettare doni; solo il ricco può permettersi di non accettare regali. Se il bisogno è psicologico, il problema è molto serio, senza fine. Infatti, il ricco non si sente mai abbastanza ricco, c’è sempre qualcuno che ha la barca più grande. Invece il povero si sente sempre il più povero. Il vero dono è saziare l’affamato(la fame rende buono ogni cibo), vestire l’ignudo(a chi è nudo piace ogni abito), alloggiare il senzatetto, medicare il piagato, ascoltare il bisognoso e aiutarlo. In breve, se regaliamo un quadro, non dobbiamo aspettarci di vederlo appeso in casa della persona a cui l’abbiamo regalato; se regaliamo una camicia, non dobbiamo aspettarci di vederla indossata; se regaliamo un tappeto, non dobbiamo andare in visita per vederlo sul pavimento del salotto dell’altro. Allora, se non siamo capaci di aspettarci queste “delusioni”, è bene limitarsi a donare un mazzetto di fiori multicolore, almeno uno dei colori corrisponderà al gusto del ricevente, perché sono più le cose che non piacciono di quelle che piacciono, in generale. Saluti e ogni bene!

Partenza per la Tanzania luglio 2012

Cari Amici e Amiche, sono lieto di comunicarvi che la partenza per riabbracciare i nostri amati orfani è vicina. Mia, Angela, padre Roberto Giraldo OFM ed io, partiremo il giorno 8 luglio. Visiteremo i vescovi delle varie Confessioni Cristiane di Mwanza e Tanga. Cercheremo di incontrare ogni nostro orfano per accertarsi dello stato di salute fisica e della situazione generale. Controlleremo l'efficienza dei vari progetti realizzati due anni or sono e approfondiremo il discorso della Casa Ecumenica e di Dialogo, con le varie autorità. 
Siamo felici di portare con noi 10 kg di occhiali da vista donatici come sempre da: Lions Club Italia; una trentina di pianete e doni vari. 
Saluto di tutto cuore
Claudio Turina

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