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Buon Natale 2015

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Lettera a Sua Santita' papa Francesco - Venezia, 04 dicembre 2015

Santità,

Lei sa di essere molto amato dall’umanità intera per il suo amore verso tutti gli uomini, gli

animali, i vegetali e la natura nella sua totalità che è dono di Dio. Lei è amato per questo, non

soltanto per la simpatia che emana, sempre grazie a Dio.

L’anno scorso ho voluto passare il mio sessantanovesimo compleanno nei luoghi in cui le

persone non potevano sperare di arrivare vive nemmeno a sera, ad Auschwitz Birkenau, luogo – a

Lei ben noto – del martirio di due famosi santi: Massimiliano Maria Kolbe e Teresa Benedetta della

Croce. Padre Kolbe morto isolato nella cella senza luce, senz’aria e senza cibo; la filosofa ebrea

Edith Stein, suora e poi martire, arrivò a Birkenau insieme a sua sorella: tutte e due avevano passato

i cinquant’anni, per cui finirono immediatamente nella camera a gas e al crematorio, partecipando a

quel genocidio commesso da cristiani, perché i fascisti e i nazisti erano comunque cristiani.

Quest’anno ho voluto passare il mio settantesimo compleanno ripercorrendo i luoghi

dell’orrendo genocidio commesso dai nostri antenati cattolici contro altri cristiani non cattolici nel

1209: gli Albigesi o Catari, ma allora anche i Valdesi, con i quali Lei ha fatto la pace visitandoli nel

loro Tempio. Ho dedicato due settimane, in solitudine, iniziando la mia visita di ricerca storica da

Tolosa ad Albi, Carcassonne, Narbonne, Béziers, e i famosi Castelli Catari. La città di Béziers fu

rasa al suolo e bruciata come Cartagine, dopo che tutti i suoi ventimila abitanti erano stati

sterminati, bambini, donne, uomini e vecchi, dalle centinaia di migliaia di Crociati voluti e

organizzati dal suo predecessore Innocenzo III. Mi scusi, Santo Padre, se Le dico cose che Lei

conosce meglio di me, ma immagini cosa abbia provocato nel mio animo visitare quei luoghi di

sterminio con i libri storici in mano. I Castelli Catari sono come stelle che brillano in cima alle alte

colline della Linguadoca-Roussillon, luoghi di migliaia di roghi benedetti dal futuro santo

Domenico di Guzmàn, dall’Abate cistercense Arnaud Amaury e da altri prelati e legati papali.

A Bram hanno commesso l’incredibile mostruosità di cavare gli occhi, tagliare le labbra, il

naso e le orecchie, a più o meno cento presone, consegnate ad uno di loro, al quale lasciarono

soltanto un occhio affinché vedesse la strada, e costrette ad andare ai Castelli di Lastours per

intimorirvi gli abitanti: se non fossero tornati alla Chiesa di Roma avrebbero fatto la stessa fine di

quei disgraziati che avevano davanti a loro. Nell’enciclica Laudato Sì, a pagina 100, cap. 98, se

capisco bene, Lei si riferisce a loro parlando di “dualismi malsani”. Ma Gesù avrebbe bruciato chi

avesse avuto delle idee malsane?

Il futuro santo Domenico, oltre a benedire i roghi, aveva escogitato un modo orribile per

terrorizzare i cittadini di Tolosa: se una persona veniva dichiarata eretica dopo la morte, lui e i suoi

compagni si recavano sul posto della sepoltura, scavavano la fossa, ne estraevano il cadavere

putrefatto e lo trascinavano per le vie della città dicendo: “A tutti gli eretici succederà la stessa

cosa”. La popolazione, terribilmente offesa, si rivoltò contro gli inquisitori domenicani e li scacciò

da Tolosa. Fuggirono a Parigi e a Bologna e fondarono le loro prime comunità.

Ora dovrei parlare dei luoghi in cui avvennero i molti roghi, come Montségur, dove

bruciarono ben 222 persone in un solo momento, e di Minerve con 140 sul rogo, e sempre con la

benedizione di Domenico di Guzmàn. Ma che cos’è la santità, caro e amato Santo Padre?

Lei ha voluto porsi un nome santo per antonomasia, e questo fatto mi dà il coraggio di

chiederLe un atto che il santo per eccellenza farebbe: Francesco. Stupisca tutti e dichiari i Catari-

Albigesi e i martiri dell’inquisizione: Santi Martiri Catari e dell’Inquisizione.

Reverendissimo Santo Padre, i Catari hanno anticipato di secoli altri movimenti religiosi,

altre idee protestanti e scissioni confessionali. Il suo predecessore san Giovanni Paolo II, chiese

perdono a diverse altre Chiese e Fedi, Lei farebbe veramente un apprezzato gesto di Misericordia

dichiarando: Santi Martiri Catari e dell’Inquisizione.

Pregherò affinché durante l’Anno della Misericordia, da Lei indetto, il Signore Le dia il

coraggio sufficiente per realizzare questo enorme gesto di perdono verso migliaia di anime ancora

in sofferenza.

Con Amore, preghiera e devozione,

Claudio Turina

www.claudioturina.it

Ca' Sagredo libro Citta' di Dio per LIONS CLUB HOST Venezia - 17 Novembre 2015

Carissimi Amici,
               eccomi di nuovo a voi con due fotografie che anticipano l'inizio della serata con i Soci Lions Club Host di Venezia. Ho avuto la grande gioia di far conoscere i vari progetti donati nel mio passato, e i presenti con gli orfani in Tanzania e la scuola nella slum più tossico del mondo di Agbogbloshi ad Accra, in Ghana, del quale parla il mio libro City of God/Città di Dio.
Ringrazio di cuore il presidente del Lions Club Host di Venezia dott. Raffaele Parisi, per avere approvato l'incontro  e il dott. Renato Di Martino per averlo promosso. Grazie a Giovanni Andreatta per l'assistenza tecnica e per i siti web.

Con Amore e preghiera

Claudio Turina

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Gocce di Solidarieta' - Ottobre 2015

Cari Amici

In questo mese abbiamo seguito le orme dell’apostolo Tommaso, sulla costa del Malabar - Kerala, in India, dove abbiamo sparso gocce di un progetto di solidarietà tra i pescatori più mesti, fragili, indifesi e poveri del mondo.  Preghiamo affinché il Signore realizzi secondo la Parabola del Seminatore: Mt 13,3-23; Mc 4,3-9; Lc 8,5-8. Inoltre chiediamo le Vostre preghiere e il vostro sostegno per poter essere solidali.

Con Amore e preghiera

Al Salotto dei poeti, presentazione libro Citta' di Dio - 14 Settembre 2015

 
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